Sotto un cielo così. Bubola, Monguzzi e Bressanelli.

Sotto un cielo così.
Così come?
Così: come due sere passate sugli scomodi e bellissimi gradoni del Teatro Galilei di Romanen- go ad ascoltare poesie in musica e poi come Dante, guidati da quelle stesse poesie e da quelle musiche, uscir di nuovo “a riveder le stelle”.
Succederà il 7 e l’8 aprile, grazie a “Eppur quel Sogno” e al “Canto del Cucù”, due associazioni di volontari che hanno fatto della promozione culturale la loro missione. Succederà per la prima volta, ma loro promettono che le “Due serate con la canzone d’autore” diventeranno un appunta- mento annuale, che sperano di arricchire a ogni edizione.
Non che la partenza sia povera (di soldi sì, di idee e di poesia no di certo!): protagonisti saranno infatti Massimo Bubola (e il titolo è ripreso da quello di una sua canzone) il sabato. Il suo rock d’autore sarà annunciato, per così dire, la sera prima da un concerto in due atti con Lorenzo Monguzzi e Gio Bressanelli.
I biglietti sono già in vendita a 10 euro per il venerdì, 15 euro per il sabato, 20 euro il cumulativo per entrambe le serate. Si trovano presso La Sanitaria – Chicco a Crema, viale Repubblica 34, tel. 0373.202838, l’Associazione Il Canto del Cucù (Miriam) tel. 339.6335425, l’Associazione Eppur quel sogno (Teo) tel. 377.6670138.

Perché proprio questi cantautori?
Perché un lo rosso sembra legare la ricerca dei tre. E quel lo si chiama Fabrizio De André, con il quale tutti hanno avuto a che fare: Bubola come coautore e autore di grandi pezzi, da Rimini a Hotel supramonte, da Quello che non ho alla Ballata del Fiume Sand Creek. Monguzzi e Bressa- nelli come interpreti, anche originali, di quelle stesse canzoni e di altre del grande Faber. Un lo che ha contribuito alla costruzione, per ciascuno, di un percorso autonomo e ricco ma che li tiene legati al racconto di storie di uomini e di donne, e dei loro sogni, dei sentimenti, delle battaglie e delle scon tte e, più che delle “morte stagioni”, della “presente e viva” e del “suon di lei”. Come sempre, gli artisti raccontano di noi.
Massimo Bubola arriva a Romanengo, per la prima volta nel nostro territorio, sull’onda dei grandi interpreti che hanno cantato le sue canzoni: da Fiorella Mannoia a Luciano Ligabue, da Mia Mar- tini a Roberto Vecchioni a Milva, da Mauro Pagani alla PFM e Tosca, Siria, Grazia Di Michele… Sarà accompagnato da Erika Ardemagni e da Enrico Mantovani, glio di quel Mario Manto- vani, anche lui poeta in musica, che troppo presto ci è stato tolto.
Lorenzo Monguzzi, già Mercanti di liquore, sulla scia del successo di Marco Paolini, che ha ac- compagnato sul palcoscenico di molti dei suoi spettacoli, in teatro e in Tv, eseguendo musiche composte da lui stesso. Con lui il chitarrista Andrea Marinaro. Il suo concerto ha l’evocativo titolo di “Portavèrta”.
Quanto a Gio Bressanelli, nel territorio, e anche oltre, non ha bisogno di presentazioni: artigia- no di canzoni, animatore culturale e promotore della musica anche come terapia collettiva per coltivare la mitezza e raggiungere la felicità possibile, quella che possiamo trovare dentro di noi e, come dice una sua canzone, a sfregarsi le mani, no a domani, insieme agli altri, no a farle bruciare, in una grande carezza. Ad accompagnarlo la voce di Leslie Abbadini e la chitarra di Francesco Guerini.

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