VERSO LE TRE il mio primo libro: è pubblicato.



Da giovedì 5 agosto solo nelle librerie LA STORIA e LIBRERIA CREMASCA, ma sempre presente nel portapacchi della mia bici o nel mio zaino da montagna.

VERSO LE TRE il mio libro.
Ordinabile scrivendo a info@giobressanelli.it

Se vuoi scoprire qualcosa di più vieni alla CASA DEL TABACCO.

“Mi sono accorto, provandoci per la prima volta, che scrivere non è affatto facile.
Scrivere un racconto, un resoconto, una storia, non una canzone: quelle ne ho scritte un po’.
Una canzone hai il vantaggio di poggiarsi e di conseguenza approfittare di una melodia sulla quale le parole viaggiano sicure all’interno di comodi riferimenti rappresentati dall’armonia.

Anche in chi ne fruisce l’approccio è diretto: in fondo si tratta solo di mettersi in ascolto.

Scrivere dicevo, non è affatto facile.
La sfera di metallo abilmente incastrata nel puntale della penna biro (benedetto il suo inventore) ruota senza ostacoli scorrendo sul foglio bianco imprimendo regolari segni d’inchiostro.
Ma è la coordinazione tra il pensiero e la meccanica della mia mano destra a determinare un risultato sufficientemente soddisfacente e plausibile.
Sono molte le regole da rispettare nell’arte di trasmettere un proprio sentimento una storia a chi farà l’esercizio di trasferire dai propri occhi al proprio cervello questo alfabeto apparentemente confuso di segni.
Nelle pagine che avete ora fra le mani ci ho provato con lo stesso approccio che ho da sempre avuto con la musica : la voglia di mettermi in gioco e con i soli strumenti di cui dispongo
Non ho potuto compiere studi letterari e musicali ufficiali ma ho sempre seguito alla lettera il consiglio di mio padre, che con mia madre era l’unica cosa che si potevano permettere per la mia istruzione : ” Impara l’arte, mettila da parte e dai un valore alle cose che fai “.
Con la chitarra continuo a perseguire il mio obiettivo che è quello di migliorare all’ennesima potenza e in ogni minimo dettaglio ” il giro di Do”.
Con la penna continuo, fin da quando ho smesso di studiare in seconda ITIS serale, a riscrivere, rivedendo di continuo la brutta, lo stesso tema d’ italiano sul quale dopo la correzione un professore di manica larghissima scrisse: “Non difetti affatto di fantasia addentrandoti in territori inesplorati”.
Ecco forse è proprio la fantasia che “mi frega”, o meglio la mia incapacità a metterle dei limiti a darle dei riferimenti cronologici e di organizzazione temporale, vi accorgerete presto che non sarà presente nelle prossime pagine, alcun filo logico ad accompagnarvi e prendervi per mano.

Potrete scorgere tra le pagine poesie, canzoni, chiacchierate e anche alcuni appunti scritti per i miei ultimi spettacoli dal vivo.
Troverete anche brevi racconti di fatti e persone, che fotografano in bianco e nero alcuni episodi che la musica mi ha regalato nel nostro fidanzamento senza fine.
Di sicuro troverete la mia “voglia di mettermi in gioco”.
Ed è la stessa voglia che vi auguro di avere sempre nelle cose che fate o che farete.

Via via incontrerete alcune pagine lasciate vuote, in bianco, per motivi di impaginazione.
Potrebbero diventare una risorsa, se lo desiderate, sulla quale approfittare per tracciare gli appunti per il vostro spettacolo, scorrendo su quei fogli con la vostra pennabiro.
Fatemeli avere, proveremo insieme a scriverci un’altra storia.” Gio

CANZONI il mio nuovo disco: è pubblicato



5 agosto 2021

In questo disco, Mattia Manzoni con il suo pianoforte i suoi microfoni, io con la mia chitarra e la mia nuova voce
abbiamo provato a rincorrere le impercettibili traiettorie delle mongolfiere
a rifugiarci la dove risuona un usata e semplice tramontana.
Abbiamo provato lasciare le porte aperte alla complessità del vivere
appostandoci all’angolo come pali nella notte.
Nella notte, attraverso occhiali abbandonati sul comodino di un albergo, abbiamo scorto la luna dalla luminosità soffusa dal fumo dei falò.
Senza essere acrobati o mengiatori di fuoco ci siamo fatti ammaliare dai racconti dialettali del tempo andato.
Con sassi nelle scarpe e polvere sul cuore abbiamo inseguito la nostra seicento e i nostri vent’anni.
Dei canti di guerra e di montagna abbiamo amato il più recente e paradossalmente più radicato nel passato
poi ancora ci siamo immersi nell’acqua che lava le mani e dà da bere al mondo grati del sorriso che solo bambini sanno fare
anche i bambini che dormono sul fondo del fiume.
Ai bambini abbiamo davvero poco da insegnare, allora perché non provare ad accendere loro intorno, la magia della vita.
Il cammino percorso ci ha riservato la sorpresa di incontrare l’armonica di Paolo Simonetti e la chitarra di Francesco Guerini.

CANZONI il mio disco omaggio alla canzone d’autore italiana



https://sostieni.link/27544

 

L’acqua che lava le mani

che da da bere al mondo mi regali

e il tuo sorriso in fondo al giorno

enorme come quando ti addormenti e voli via.

 

 

CANZONI

in un nuovo CD

il mio omaggio alla canzone d’autore

e ai miei sessant’anni

 

“PER TUTTI L’APPUNTAMENTO È PER GIOVEDÌ 5 AGOSTO 2021”

una fetta di torta un bicchier di vino e tanta musica

Il luogo è l’ora verranno comunicati per tempo.

Detto ora è un atto di fede e di speranza direbbe il mio parroco, io posso dire che se si potrà fare lo faremo, altrimenti saranno COVID NOSTRI

MA TORNIAMO A OGGI

Se PICCOLI LUOGHI, il mio ultimo disco pubblicato poco più di un anno fa, rappresentava un’avventura grande per un malato di cuore, innamorato di tutto, con tanto di certificato medico, allora questo nuovo CD, CANZONI assume un significato ancora più importante.

Lo è per almeno due motivi.

Il primo è che si tratta di un disco di CANZONI prese in prestito dal repertorio di alcuni grandi cantautori italiani, più o meno famosi.

CANZONI che nel tempo sono sempre state fedeli compagne e sorelle maggiori delle mie, aiutandole a crescere e a trovare il giusto respiro per camminare da sole.

Il secondo è che si tratta della prima registrazione che affronterò dopo i due interventi di cordectomia che ho dovuto subire per via di un tumore alle corde vocali.

So di essere retorico nel affermare che una persona quando è chiamata ad affrontare una dura prova legata alla salute fisica, metta le cose che gli capitano in un ordine diverso di importanza, ma vi assicuro che è una volontà vera che è difficile da esprimere, si vive in ogni caso con la preoccupazione di farlo carpire a chi ne è immune, ingenuamente quasi a volerlo preservare dai mali del mondo.

Continuerò a cantare fino a quando la mia voce mi permetterà di esprimere sentimenti attraverso un uso musicalmente appropriato del mio strumento, non un minuto in più.

In  realtà ve ne è un terzo che apparentemente insignificante ha in realtà caricato la molla del progetto.

Quest’anno faccio sessant’anni, si lo scrivo anche in numero romano 60 così sembra ancora più importante e solennemente vero.

Se si parla di compleanni, allora si va subito a pensare ai regali: mi sono chiesto cosa posso regalare a chi mi può regalare la possibilità di realizzare un opera musicale che posso regalare a chi mi regala la possibilità di realizzare un opera musicale che regalerò a chi mi avrà dato la possibilità di realizzare un’opera musicale che andrà regalata a chi vorrà darmi la possibilità…

E visto che si parla di sessant’anni, facciamola sporca e mettiamoci pure UN LIBRO.

Un libro vero con tanto di titolo  e di storie da raccontare: in quarant’anni di musica sarà pur successo qualcosa.

Il suo titolo sarà VERSO LE TRE.

 

NESSUNO SI SALVA DA SOLO

Non si va proprio da nessuna parte da soli (come dice Margaret Mazzantini nel suo bel romanzo), soprattutto in questo viaggio pieno di insidie e difficoltà che è la vita ma anche semplicemente realizzare un disco.

Io ho la fortuna di avere come compagno di viaggio da molti anni ormai, si chiama MATTIA MANZONI , che “a sto giro” come ama dire, mi sfiderà a duello con il suo pianoforte armato come sempre con la sua grande sensibilità musicale e strumentale oltre che con le enormi doti tecniche di manipolatore e incantatore del suono.

Siamo solo in due con una sei corde e ottant’otto tasti, ma siamo  convinti che sarete in tanti a darci una mano in qualità di COAUTORI aderendo alla raccolta fondi.

CHE DISCO SARA’ ?

COL TIMORE DI FAR TROPPO FORTE.

Così De André immagina la carezza di un vecchio Giuseppe sul viso di Maria,

Io e Mattia proveremo a mettere tutta la dolce forza che è dentro questo gesto nell’andare incontro ad alcuni brani di alcuni cantautori italiani.

Sono canzoni che ha me hanno trasmesso molto e che mi piacerebbe vi tornino a dire qualcosa di nuovo attraverso la mia interpretazione.

Posso anticipare che saranno presenti canzoni di Francesco Guccini, Vinicio Capossela, Gianmaria Testa, Enzo Jannacci, Giorgio Gaber

Massimo Bubola, Francesco De Gregori, Roberto Vecchioni, Mario Mantovani, Fabrizio De André.

A far da cornice ne metteremo una mia inedita e una presa dal repertorio di canto popolare della mia terra.

Non chiedetemi i titoli, tenetevi un po’ di sorpresa.

UNA RICOMPENSA DI SOLIDARIETÀ

Come nel precedente lavoro anche con CANZONI abbiamo deciso di proseguire l’avventura che ci lega ad ATIM-NATA LONTANO DA CASA sostenendo il PROGETTO ANIMALI attraverso una delle ricompense previste per chi aderirà al nostro crowdfounding.

 

COSA SUCCEDE ?

Il viaggio è iniziato e da oggi, per 60 giorni, ognuno può esserne parte.

Potete partecipare alla campagna di crowdfunding su PRODUZIONI DAL BASSO .

Scegliendo una delle diverse proposte legate alla realizzazione del nuovo album (CD, Libro, house-concert, t-shirt, video dedica , progetto animali ecc), diventerete protagonisti diretti in qualità di COAUTORI : il vostro nome apparirà all’interno del libretto di accompagnamento al CD.

IL MIO REGALO

Voi regalate a me e a Mattia la possibilità di realizzare un opera musicale e letteraria aderendo a scatola chiusa.

In cambio per ogni una delle prime 100 RICOMPENSE vi verrà donato un CD scelto dalla mia discografia.

La mia maniera di pormi nella vita e nella musica mi ha sempre regalato degli incontri favolosi e le azioni che sono state generate dal fare musica fanno bene all’anima perchè la condivisione ha un valore esponenziale. Ci siamo sempre messi in gioco ma ora anche di più: io e Mattia metteremo le canzoni e voi la benzina per rendere  possibile la realizzazione di questo ENORME REGALO .

CONCLUDENDO
Tutto ciò non l’ha ordinato il dottore ma fa bene al cuore, e…

“se ga nìf gnà ü gnà ù ga n’ò gnà ù gnà me”

(se non hai niente tu non ho niente neanche io).

GIO&TIA

A RINCORRERE IL VENTO



“Cantare è l’ultimo grido di libertà: le canzoni sono parte della coscienza ed entrano a far parte del patrimonio culturale di un popolo”. F.D.A.

L’essenza di un significato appoggiata su armonie e ritmi apparentemente fragili, che fondano la propria forza nel somigliare a quanto l’animo umano, nelle sue disparate ricche diversità, è in grado di esprimere.

Si torna a Teatro, anche se senza pubblico, perché vogliamo attraverso la musica, essere aiuto concreto ad ATIM, e perché vogliamo fortemente rimarcare l’importanza che la cultura riveste per tutti noi, e la possibilità concreta di dare un poco di lavoro a chi suda dietro le quinte.

La voce di Gio, oggi più fragile, qualche sorpresa è in grado di riservarcela : scoprendo nuove intime vibrazioni che un uso ” normale ” ci aveva nascosto.
Le percussioni, gli interventi vocali di Elisa ci offrono una luce tenuemente intensa in grado di mettere a fuoco quello che davvero serve tra un silenzio e un suono.

Chiedi il tuo LINK PERSONALE per vedere il concerto in diretta streaming.
– attraverso un bonifico intestato ad ATIM con causale
” PROGETTO ANIMALI ”
IBAN: IT42V0503457060000000001721

– recandoti di persona alla FUMETTERIA DI CHU in Via Pesadori, 31 Crema

IMPORTANTE :
scrivi una mail a info@giobressanelli.it per fornirci un tuo contatto al quale invieremo il link per la visione del concerto in streaming.

Chi ha già aderito al PROGETTO ANIMALI comperando un CD o una T-Shirt riceverà il link senza più fare nulla.
È sempre possibile ricorrere a questa modalità presso la libreria LA STORIA a Crema oppure contattando direttamente Gio.

Cos’è ATIM ?

ATIM è un’associazione cremasca che promuove, attraverso donazioni, progetti concreti che si rivolgono a persone e situazioni di difficoltà nel distretto di Gulu in Nord Uganda. Noi abbiamo preso a cuore il PROGETTO ANIMALI: una coppia di capre o di maiali vengono affidati a due gruppi autonomi di ex bambine soldato. L’indipendenza economica è un fattore indispensabile, soprattutto per chi è rimasto senza niente una volta tornato dalla prigionia: nessuna famiglia, nessuno casa, nessun terreno e molto spesso alcuni figli a carico nati nella foresta mentre erano prigioniere a causa della guerra civile. Il suo presidente si chiama Alice Campari: una giovane donna, ostetrica di professione e amante degli altri come passione civile.

“Piccoli Luoghi” per ATIM



In collaborazione con IL CANTO DEL CUCÙ

Piccoli Luoghi a favore di ATIM e il suo progetto ANIMALI !!!
Acquistando a 20€ il Cd e la maglietta di Piccoli Luoghi, doni 10 € al progetto Animali di ATIM che collabora con alcune ong del distretto di Gulu in Nord Uganda.

Possiamo venire direttamente a casa vostra se ragionevolmente raggiungibili oppure spedire tutto per posta aggiungendo le spese di spedizione( 5€ ).

Questo progetto sostiene due gruppi autonomi di ex bambine soldato che, tramite l’auto aiuto, cercano di ricostruire la propria vita.

L’indipendenza economica è un fattore indispensabile, soprattutto per chi è rimasto senza niente una volta ritornate dalla prigionia: nessuna famiglia, nessuna casa, nessun terreno e molto spesso alcuni figli a carico nati nella foresta mentre erano prigioniere.

Con questo progetto le donne possono scegliere se avere due capre (maschio e femmina) o due maiali (sempre maschio e femmina) piu, in questo caso, la costruzione di un recinto.
La scelta del tipo di animale è principalmente dovuta al posto in cui vivono, se campagna o città e quindi a quanto spazio possiedono attorno alla casa.
All’interno del costo singolo per gli animali è ovviamente pagato anche il trasporto per il ritorno a casa .

Dicono di “Piccoli Luoghi” | Sonia Bellin



PICCOLI LUOGHI: IL NUOVO LAVORO DISCOGRAFICO DI GIO BRESSANELLI

Di Sonia Bellin

Prodotto da Giovanni Bresanelli stesso, PICCOLI LUOGHI è l’ultimo album in studio del cantautore cremonese che in un 2020 travagliato da una grave emergenza, decide di dar voce ad un’urgenza sempre attuale, ovvero quella di guardarsi dentro.

Registrato da Mattia Manzoni prevalentemente presso l’EASY NUTS LAB d Cinisello Balsamo e masterizzato da Roby Zanisi sempre presso Easy Nuts Lab, PICCOLI LUOGHI è un compendio di emozioni trasversali che da un punto indistinto dell’anima, catturano la sensibilità di chiunque si immerga in un ascolto profondo e meditato.

Musiche, testi, produzione artistica -coordinata con Mattia Manzoni- sono tutte di Gio Bressanelli, 10 canzoni su cui permangono tracce di un cammino che affonda i passi in luoghi che fanno da sfondo a scenari vividi e presenti nella loro naturalezza, senza pretesa alcuna se non di stupire con la loro più spontanea semplicità.

“Io sono i piccoli luoghi”, quelli davvero speciali, quei luoghi e quei momenti che ti fanno sentire a casa: le COSE semplici, ma proprio per questo essenziali, a cominciare da IO ABITO, la traccia di apertura dell’ultimo capolavoro di Gio. “Piccoli luoghi” è un addentrasi dentro la meraviglia estasiante delle cose, senza calpestarle, ma semplicemente osservandole: “Una casa è una casa, una cosa è una cosa…” una rosa giochi di parole ma soprattutto d suoni, coordinate da armonie placide che sembrano spalmarsi sui fili d’erba di un prato fiorito spargendo delicatezza.

IO SONO COSI’ ( La canzone di Natalina) lascia che una dylaniata armonica digrigni per lui i denti …”senza giri di parole, senza un ombrello aperto sulla schiena…si trova il tempo per provare tutto anche il brivido di un’altalena”, lasciando allo scoperto anche il più lieve dei sospiri, ponendoci innanzi alla realtà del quotidiano e di fianco alla poesia, a cui la musica aderisce ponendo una traccia indelebile ad un cammino deciso.

De andreianamente in METTI UN SACCO IN TASCA , un intenso assolo di chitarra richiamante il miglior rock anni ’80, fa da sfondo alla canzone d’autore a cui Gio deve molto, in particolare per come le sue parole intersecano storie vissute di vita reale, non collane preziose, ma perle da ostentare. La Storia esplode qui in tutta la sua drammaticità “Mi appostavo la notte come la rugiada su un prato e la mitraglia la notte qualche volta ho cantato. Metti un sasso in tasca ti sveglierai dopo un’ora partigiano tuo padre, tua madre una bella signora”. Senso di fragilità ma anche tutto il realismo di cui, chi canta la vita di tutti i giorni, è capace di immortalare in pochi minuti, senza mai trascurare il romanticismo e la passionalità “Ti farò impazzire, ti farò ballare come hai fatto con me regalandomi libero una vita vera, regalandomi un sogno….” . E il sogno è anche quello di riuscire a sfuggire dall’amara realtà inseguendo questi PICCOLI LUOGHI disposti a forma di infinito nella sua anima, a ricordare che sono infiniti anche gli spazi dove un uomo può trovare se stesso, perché è lì che si può aspirare alla libertà.

In IL BLUES DELLA MADONNA tra il Soul e il Jazz, la canzone d’autore gioca qui con un linguaggio eversivo, che tende a sobbalzare i quadri istituzionali della tradizione non solo cantautoriale. Una preghiera personale, dove l’artista indaga se stesso e la propria personalità, scoprendo le carte delle proprie insicurezze “ Ho tanti dubbi tanti dubbi un cuore solo e non so più se il mio cammino è quello vero. Ho tanti dubbi tanti dubbi, un cuore solo, una preghiera una fortuna la Madonna del perdono.”

Nella quinta traccia intitolata UNA BUONA GIORNATA, si distendono i toni e assieme a questi la musica giace in sottofondo, come nella recitazione di una poesia la cui intensità affiora nei giacigli di archi tremolanti come la fiamma di una candela incerta di ardere, ma non di diffondere la sua luce. Una fede accecante nella preghiera e nella forza interiore capace di cantarla… Un senso figurato della bellezza che diventa immagine e si accosta alla personificazione della felicità: “ Belli come il sole, oggi siamo il sole; belli come il mare oggi siamo il mare, belli come il vento che è volato via dentro le canzoni, come le preghiere che teniamo strette dentro le canzoni.”

E il jazz di suoni atavici ritorna a risuonare nell’aria, con i fiati che sembrano rispondere alla sottile ironia dei voli pindarici, tra un’immagine e l’altra che scorre con rapidità e ritmo serrato nei fotogrammi di Gio; in LA RAGAZZA E LA PALLA un assolo di fiati sembra ottemperare al risveglio di un brio inaspettato. Risalta in primo piano la trasparenza del linguaggio di Bressanelli che scava in tutta la sua scabrosità: “ Umiliare l’arroganza di una palla dispettosa è lo scopo intero di una vita umiliandola nell’animo schiacciandola per terra, una volta per tutte e sia finita”. La personificazione è riferita qui all’arroganza che Gio vorrebbe allontanare da sé, proprio come una palla da prendere a calci, tuttavia, viene spiegato quanto quello che cerchiamo in tutti i modi di evitare, spesso rimane affisso in noi, nelle pareti delle nostre incertezze attaccandosi come una sanguisuga. Ecco allora come la figura del contrasto, con una chiara antitesi tesa a rovesciare qualsiasi ipocrisia umana si rivela più che mai efficace : “C’è chi mi abbraccia e mi riceve e chi mi alza verso il cielo, c’è chi mi schiaccia dentro il mondo…buttai là, mettiti là, buttati la e prega il signore…”

Tutto il senso dell’’imminenza è ben espresso in TRE che con semplici parole, cucite in una trama di arditi giochi metaforici, ripiegano su tutti gli istanti, in cui la nostra prospettiva si amplifica, tendendosi un poco più in là dei nostri occhi scrutanti un paesaggio non offuscato dall’incertezza ma propenso all’entusiasmo e alla felicità. “ Al tre staccherò le mani e ti prometterò la vita, allargherò queste mie braccia, cercando l’aria con le dita.” Anche il verbo promettere, con la sua estensione al tempo che sarà, diventa quasi un ossimoro nel suo scostarsi in un tempo che sarà e che non è. Le rima rimbalzano qui come i tratti di luce che esplodono tra i versi di una musica che si insinua nelle nostre ossa, senza porsi domande ma solo con la voglia di sintonizzarsi con il mondo.

SE SAREMO CAPACI è un folk mai tramontato le cui note iniziali ci catapultano indietro nel tempo, quando il rock appannava i suoni più rocciosi, per sfoggiare la poesia insita nel suo raccontare le sensazioni che intersecano i ricordi.

La traccia 9 nel titolo- “Dolcemadolce”- presagisce già, che cosa ci sveleranno quei 4 minuti che inseguono immagini viste solo nei libri di Storia: la metafora degli eroi per descrivere la quotidianità, per mezzo sempre di parole ripescate da ambiti tra loro diversi e poi, meravigliosamente raccordate dalla poesia di Bressanelli. Anche qui, tra archi e voce soffusa, poggiata su foglie sparse come appunti scritti di getto, ritroviamo De Andrè e con lui, la voce dei poeti che raccontano quanto la vita sia troppo imprevedibile e aggrovigliata ai sogni, per poterla spiegare.

Un valzer chiude questo disco che senza soluzione di continuità, fa intravedere, tra i vetri di una finestra che sporge su un orizzonte infinito i sogni, i rimpianti, il dolore ma anche la volontà di lottare, di non smettere di appropriarsi della propria identità, delle proprie emozioni…di un amore che , a passi di danza, ci riporta a casa, dentro di noi, nel nostro piccolo mondo interiore a risvegliare un’anima che non si estingue nel rilasciare i ricordi e le sensazioni che essi ci apportano, ma che proprio in essi si rivela, attraverso immagini sedimentate in note vocali.

Sonia Bellin

Musica Per Cibo – I miei Cd per il SoccorsoAlimentare



Musica per il Cibo

A Crema e nel Cremasco, dove vivo,  fin dai primi giorni dell’emergenza COVID-19, ARCI e CARITAS si sono attivate per aiutare le numerose famiglie e singole persone che improvvisamente si sono trovate in grande difficoltà nel far fronte alla spesa per il cibo quotidiano.

Grazie alla mia etichetta indipendente ”ACCADUEGIO “, la mia musica vuole trovare, se possibile, gli “accordi giusti” per essere utile e di conforto.

Abbiamo concordato di mettere a disposizione un buon numero di copie scegliendo fra quattro titoli della mia discografia.
I CD saranno messi in vendita a 10€ e l’intero ricavato verrà trasformato in generi alimentari e distribuito dalle due associazioni.
Ecco i titoli :
– Il Pane del giorno prima
– Affetti Speciali
– Spetàcol
– Il tempo che ci vuole
si potranno trovare da sabato 13 giugno presso :
CARITAS CREMA
ARCI – San Bernardino
ARCI – Ombriano
ARCI – Cremanuova
ARCI – Santa Maria

È possibile riceverli per posta aggiungendo un contributo di 3 € per la spedizione!

Se desiderate farvi un’idea sulle canzoni contenute nei dischi, collegatevi ai vari distributori digitali come Spotify, ITunes,YouTubeMusic ecc. e cercate :
Gio Bressanelli – Canzoni dal 1979

Qui sotto il link per Spotify.

https://open.spotify.com/album/6doq2jRSX6h4flNxSwHrXY…

La locandina è opera preziosa di Valeria Pozzi,
…la mia chitarra che produce note da impastare con acqua e farina è un immagine che mi rappresenta bene…
come descrivere raccontare bene
il nome di chi se ne è andato
senza un saluto !
Troviamo il tempo per farlo .

Dicono di “Piccoli Luoghi” | Sussurrandom



Piccoli luoghi che non ti aspetti nel nuovo disco di Gio Bressanelli.
Di Emanuele Mandelli per Sussurrandom. Ci sono dentro talmente tante cose, talmente tante visioni, talmente tante storie in “Piccoli luoghi” il nuovo disco di Gio Bressanelli, che ci vorrebbe una mappa allegata del dischetto per orientarsi. Intanto perché la storia del disco è travagliata e lunga. E probabilemte anche questo travaglio è una delle spezie che dona al risultato finale un sapore che davvero non mi sarei aspettato dalla musica di Giovanni.

Si perché per prima cosa ormai Bressanelli è un amico, come lo sono il 90 per cento di quelli che hanno suonato nelle dieci tracce che compongono il lavoro, e come sono amici tanti dei raiser che hanno contribuito alla realizzazione del disco, e quindi gli amici si sa è sempre difficile giudicarli con imparzialità. Invece sto disco nasconde una produzione vera, molto più curata di disconi ben più blasonati che si possono trovare sugli scaffali dei negozi di dischi.

Ecco intanto sto disco lì non lo trovate. E’ stato tirato in 300 copie e quasi tutte sono assegnate ai raiser (i finanziatori) che hanno potuto seguire il processo di creazione, sviluppo e registrazione dei pezzi in questi mesi. Le poche copie che ci sono si trovano in due librerie di Crema (La Storia e Libreria Cremasca) o si può provare a contattare Gio attraverso: giobressanelli.it

Dicevamo dei travagli che il disco ha subito. La voce di Gio è stata registrata mesi fa, prima della delicata operazione alle corde vocali che ha donato al cantautore cremasco una nuova voce, o come dice lui “prima avevo una chitarra e adesso un bouzuki, devo imparare a fare vibrare le corde in modo diverso”. E ci sta provando. A giudicare da come è andata la data di presentazione del disco, al Galilei di Romamengo, da solo davanti al pubblico con sti dieci pezzi che sono nuovo e anche no, ha imparato bene.

Ma nel disco intanto non è solo. Ci sono una valanga di musicisti, che uno potrebbe pensare troppi. Invece tutti si amalgamano bene con il nocciolo duro della band di Bressanelli. Che non è più quella iniziale di anni fa, dove c’erano meta di mille amici, parenti… No qui rimane al tessuto ritmico l’amico di sempre Paolo Simonetti, ci sono le tremila chitarre di Francesco Guerini e Mattia Manzoni che sa suonare tutto e che soprattutto ha donato a sto disco un suono polveroso, analogico, che porca miseria sarebbe tanto figo l’avessero schiaffato su un vinile, perché cavolo i fruscii ci starebbero stati tanto bene.

Le canzoni dicevamo. Nuove e anche no. Ci sono cose che da Bressanelli non ti aspetti. Tipo “La ragazza e la palla”, che potrebbe essere presa dalla discografia di Denis Guerini (beh, i musicisti sono interscambiabili), oppure dalla poetica di Giangilberto Monti o Paolo Conte, col vuolino e il clarinetto che si inseguono che manco nei titoli di testa dei film di Woody Allen e visto che la ragazza è una tosta, “che palle che ha e che palle che tira”, a chiudere il pezzo arriva il coro delle ragazze del volley Offanengo. E rimani li con un sorriso come dire. Mi hai fregato, non ero pronto ad un pezzo così.

Poi ci sono le “bressanellate” che invece ci si aspetta. Ma non sono più quelle di una volta. Gio è decisamente affrancato dai riferimenti classici da cui era partito. Quindi anche qua c’è una bella evoluzione. Prendi per esempio “Io sono così”, la canzone che era gia stata incisa, che Bressanelli suona da anni, dedicata alla scomparsa amica Natalina Scarpelli. Un pezzo che adesso prende una veste tutta nuova. Tutta americana, che invece che sulle strade di Crema pare che la carrozzina di Nat scorrazzi per le polverose strade del Southern rock americano, merito anche della chitarra slide di Paolo Letterini e della armonica tutta blues di Paolo Parietti.

Sono dunque le storie piccole, appunto i piccoli luoghi, che diventano universali nella tessitura narrativa di un disco dove a fronte di un suono così accuratamente prodotto ci sono anche dei testi che non sfociano mai nell’indulgenza ma che sanno raccontare bene quello che viviamo. Prendi la ballata “Dolcemadolce” che racconta Crema con riferimenti storici e immagini di tutti i giorni tra le mura e gli ostaggi, il fiume troppo spesso secco, il leone di San Marco e un Barbarossa che non riesce a bruciare né la città né un Cristo che forse aveva troppo freddo. E vai col terzetto d’archi di Nadia Fascina, Elsa Marchini, Paola Tezzon.

Insomma un sacco di facce. Non so in quanti tra i 200 raiser, tutti citati nelle pagine del libretto, un plauso anche alla grafica assai curata e alla bella copertina, si aspettassero un’opera di questo tipo. Io no di certo. Mi aspettavo un’opera più rintanata nelle aree confortevoli della musica che Bressanelli conosce bene. E per citare le parole della canzone finale, un delicato “Valzer” solo voce e chitarra, “non so se sei ottavi basteranno per descrivere quello che sei”, quindi non so se questi miei appunti sparsi sono bastati a descrivere questo lavoro. Ma c’è un solo modo per scoprirlo. Ascoltatevelo.

Ecco la recensione dovrebbe essere finita qua. Ma vanno aggiunte alcune note. In questi giorni Bressanelli sta girando a piedi per Crema, sacco in spalla, a consegnare i dischi. Una immagine davvero bella. Ieri sera l’ho beccato che mi aspettava nel freddo e nella nebbia guardando la vetrina dell’agenzia viaggi in piazza Garibaldi, come a dire che il viaggio è sempre insito. Poi ci sono le famose serenate. Ecco in primavera chitarra in spalle e bici sotto al culo partirà per eseguirle. Ne riparleremo perchè fanno parte integrante del progetto.

Per l'acquisto di dischi o per concerti puoi contattarmi a uno dei link qui sotto

 

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